Il Piano Nazionale della Cronicità rappresenta uno straordinario strumento per migliorare l’accesso alle cure da parte dei cittadini, per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e per contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale mediante l’innovazione organizzativa.

Come ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato e responsabile del CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici) di Cittadinanzattiva:

«L’attuazione sostanziale del Piano in tutte le Regioni rappresenta un eccezionale strumento per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure da parte dei cittadini, per garantire effettività ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e per contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale mediante l’innovazione organizzativa che questo introduce. Perciò, a distanza di un anno e mezzo dall’approvazione dello stesso, è preoccupante che siano solo cinque le Regioni ad averlo recepito formalmente. È necessario che velocemente tutte le Regioni si mettano “in regola”».

In Europa le malattie croniche sono la causa dell’86% di tutti i decessi, in Italia sono quasi 24 milioni le persone che hanno una o più malattie croniche. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale come intende gestire le persone che soffrono di malattie croniche? Quante regioni ad oggi si stanno attivando per attuare il piano Nazionale della Cronicità?

Per dare una risposta a queste domande non perdere la prima edizione del Chronic Care Forum, in cui intendiamo offrire uno spazio di confronto fra decisori, amministratori, operatori, ricercatori sui temi riguardanti la gestione delle condizioni di cronicità e disabilità, ti aspettiamo il 24 maggio a Rimini, dai un’occhiata al programma, le iscrizioni sono aperte.